Capitolo 9: Rotiferi

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Rotiferi
I rotiferi sono microscopici invertebrati con simmetria bilaterale, reperibili in ogni ambiente in cui sia presente acqua. Il nome deriva dalla presenza di due anelli concentrici di ciglia sull'estremità cefalica: il movimento rapido delle ciglia dà l'illusione di una ruota che gira sul proprio asse. La peculiare ciliatura cefalica (corona) e un caratteristico apparato masticatore (mastax) contraddistinguono tutte le specie di questo phylum. Un'ulteriore peculiarità del gruppo è l'eutelia, ovvero il numero di cellule presente alla nascita non cambia nell'intera vita, quindi i rotiferi non sono capaci di riparare eventuali danni subiti nel corso della vita. A causa dell'eutelia molti tessuti sono sinciziali.

Struttura
Il corpo è diviso in capo, tronco e piede ed è solitamente cilindrico. Il piede è una sorta di prolungamento mobile del corpo situato caudalmente all'ano, spesso coinvolto nella locomozione o come struttura di adesione, o come timone nel nuoto. All'estremità del piede si aprono dotti di ghiandole pedali che producono un secreto adesivo. In talune specie a vita sessile il secreto adesivo delle ghiandole pedali garantisce l'adesione permanente al substrato. In molte altre, associate a queste ghiandole, si trovano anche ghiandole che producono un solvente della sostanza adesiva che servono per distaccare il piede dal substrato. Il tegumento è formato da epidermide sinciziale ispessita da più strati di scleroproteine. Quest'ispessimento prende il nome di lorica, che tuttavia non è paragonabile ad un esoscheletro. In alcuni rotiferi, l'ispessimento del tegumento dell'estremità cefalica e di quella caudale sono disposti a formare anelli che, rientrando l'uno nell'altro, consentono di accorciare e di estendere il corpo. L'epidermide secerne una glicoproteina che forma un sottile strato sulla superficie.

Nutrizione
L'apparato digerente è completo: inizia cefalicamente con la bocca e termina con un ano dorsale. La bocca si apre al centro della corona ciliata tra i due anelli di ciglia denominati troco e cingolo. Il battito delle ciglia della corona crea correnti d'acqua che facilitano il convoglio di materiale sospeso nella bocca. Mentre la maggior parte dei rotiferi sono sospensivori, alcune specie sono carnivore. La bocca è collegata tramite un esofago, ad un tratto specializzato del faringe, una sorta di ventriglio con funzioni di masticazione dell'alimento, detto mastax. Il faringe si apre in uno stomaco ciliato a cui segue l'intestino. I rotiferi non possiedono né apparato respiratorio né apparato circolatorio. La respirazione è cutanea e la distribuzione delle sostanze avviene attraverso lo pseudocele.

Locomozione
Lo pseudocele costituisce un supporto idraulico in antagonismo alla muscolatura corporea (idroscheletro). La muscolatura è costituita da distinti fasci di muscoli sia lisci che striati, disposti sia longitudinalmente che circolarmente, e inseriti a vari livelli dell'epidermide o tra questa e i viscere. I muscoli sono responsabili della retrazione della corona e del piede, e della contrazione del corpo.

Escrezione e osmoregolazione
L'osmoregolazione e l'eliminazione dei cataboliti viene svolta da due tubuli protonefridiali disposti longitudinalmente ai lati del corpo, che, attraverso una serie di cellule a fiamma, drenano i liquidi delle cavità interne. I tubi nefridiali si aprono in una vescica urinaria collegata alla cloaca.

Sistema nervoso
Il sistema nervoso consiste di un ganglio posto dorsalmente al di sotto della corona, detto cervello. A questo si collegano due nervi pari che decorrono longitudinalmente fino al piede, diramandosi ai vari organi. Altri gangli minori possono essere presenti a livello del mastax e del piede. Diversi tipi di organi sensoriali, chemio-, foto- e meccanorecettori, sono presenti sulla corona, su antenne, o su una protrusione cefalica mobile caratteristica dei rotiferi bentonici, il rostro. Molte specie hanno macchie oculari.

Riproduzione
I sessi sono sempre separati e la riproduzione è strettamente sessuata, con produzione di uova telolecitiche. In alcune specie, per partogenesi telitoca nascono le femmine, diploidi, mentre se la partogenesi è preceduta da meiosi (partenogenesi arrenoteca) si hanno individui aploidi, di sesso maschile.

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